Note biografiche

Giuseppe Piazzi nacque il 16 luglio 1746 a Ponte in Valtellina (Sondrio). All’età di 11 anni venne avviato alla vita ecclesiastica: entrò dapprima in seminario a Como proseguendo poi gli studi presso il Collegio Calchi a Milano, nella Scuola dei Gesuiti di Brera. Nel 1765 diventò chierico regolare Teatino vestendo l’abito dell’Ordine nella chiesa di Sant’Antonio.

Successivamente studiò Filosofia a Torino, indirizzato da Padre Giambattista Beccaria alla Matematica e alla Fisica newtoniana e ai primi rudimenti di Astronomia. Nel 1767 si trasferì a Roma, nella sede teatina di Sant’Andrea della Valle, dove approfondì e completò gli studi teologici come allievo di don Filippo Lopez y Royo, futuro Arcivescovo di Palermo, e quelli matematici sotto la guida di Padre François Jacquier. Nel 1769 Piazzi, ordinato sacerdote, raggiunse Genova per insegnare Filosofia ai novizi teatini.

Le nuove idee di cui si fece divulgatore, distanti dalle teorie di matrice scolastica, attirarono su di lui l’ostilità del clero più tradizionalista.

Giuseppe Piazzi @ INAF Istituto Nazionale di Astrofisica
Giuseppe Piazzi @ INAF Istituto Nazionale di Astrofisica

Poco più tardi, nel 1772, ricevette e accettò l’offerta della Cattedra di Matematica presso la pubblica Università di Malta da parte di Manuel Pinto de Fonseca, Gran Maestro dell’Ordine Gerosolimitano. Il mandato, previsto per tre anni, durò un solo anno a causa della chiusura dell’Università e nel 1773 Piazzi tornò in Italia, a Ravenna, dove portò avanti l’incarico di lettore di Matematica presso il Collegio dei Nobili e ricevette la nomina di accademico dell’Accademia dei Concordi di Rovigo, fulcro dell’élite illuminista locale. 

Dopo alcune brevi esperienze a Cremona, Venezia e Rimini, Piazzi tornò a Roma in qualità di lettore di Teologia a Sant’Andrea della Valle, dove strinse amicizia con Padre Barnaba Chiaramonti, in seguito Papa con il nome di Pio VII. Il lungo peregrinare di Piazzi si attenuò con l’approdo a Palermo, raggiunta nel maggio del 1781 per assumere l’incarico di lettore di Matematica presso la Real Accademia degli Studi della città. 

Durante la permanenza in Sicilia, segnata dall’appartenenza alla Massoneria e dalla frequentazione dei circoli illuministici palermitani, il viceré Francesco d’Aquino, principe di Caramanico, promotore dell’istituzione di una cattedra di astronomia e di un annesso osservatorio, propose di assegnare a Piazzi la cattedra e la direzione dell’erigenda istituzione scientifica. 

 

Matematico di formazione, Piazzi accettò l’incarico ottenendo, però, di potersi recare in Francia e in Inghilterra, visitando i maggiori centri astronomici dell’epoca per istruirsi nella pratica della disciplina. Durante il viaggio (1787-1789), Piazzi ebbe modo di frequentare i più celebri astronomi del suo tempo, come Jérôme de Lalande, che divenne suo mentore e confidente, e William Herschel. A Londra frequentò le officine dei migliori costruttori di strumenti scientifici, tra i quali Jesse Ramsden, cui commissionò la prima dotazione strumentale del nascente osservatorio. Di questa faceva parte anche un sofisticato Cerchio altazimutale a scala circolare, un telescopio altamente innovativo con il quale Piazzi, tornato a Palermo e conclusa nel 1791 la costruzione dell’Osservatorio sulla cima della Torre Pisana del Palazzo Reale, avviò il suo progetto scientifico (vedi sotto). 

INAF Istituto Nazionale di Astrofisica
INAF Istituto Nazionale di Astrofisica

Piazzi diede inoltre un contributo determinante alla nascita dell’Università degli Studi di Palermo (1805) e si occupò della riforma dei pesi e delle misure in Sicilia. Gli fu anche affidata dal Governo borbonico la realizzazione di una moderna carta della Sicilia, di cui però, nel 1808, riuscì a ultimare solo la carta della valle di Palermo a causa dell’opposizione dell’aristocrazia terriera. 

Nel 1817 fu chiamato a Napoli per concludere la costruzione dell’Osservatorio di Capodimonte e per assumere la Direzione Generale degli Osservatori di Napoli e Sicilia. Grazie alla fama ottenuta coi suoi studi, fu accolto quale componente ordinario o membro onorario di varie prestigiose accademie, tra cui l’Accademia dei XL, e, per i risultati raggiunti, venne insignito di numerosi premi e onorificenze. Si spense a Napoli, all’età di 80 anni, il 22 luglio 1826.

Principali contributi scientifici

Numerosi ed importanti sono i meriti scientifici attribuibili a p. Giuseppe Piazzi. Sul piano istituzionale, egli è ricordato per avere fondato l’Osservatorio Astronomico di Palermo, istituito ufficialmente nel 1790, e per aver completato i lavori di quello di Capodimonte, assumendo la Direzione generale dei due osservatori del Regno delle Due Sicilie. È stato inoltre il primo a ricoprire la cattedra di astronomia a Palermo, istituita dal governo borbonico nel 1786, riuscendo a procurarsi strumentazione di prim’ordine per l’erigendo osservatorio dal celebre costruttore londinese Jesse Ramsden. Sul piano scientifico, Piazzi è noto soprattutto per avere scoperto nel 1801 il primo asteroide, Cerere (oggi classificato come pianeta nano), aprendo così la strada alle ricerche sullo studio degli asteroidi. 

Di fatto, tuttavia, la scoperta di Cerere non fu altro che un sottoprodotto dell’imponente lavoro di redazione del celebre catalogo stellare del 1803 (Praecipuarum stellarum inerrantium positiones mediae ineunte saeculo XIX), contenente le posizioni di oltre 6.000 stelle (la cui seconda edizione, pubblicata nel 1814, venne estesa a 7.000 stelle). Il catalogo di Piazzi, suo vero monumento scientifico, venne premiato dall’Académie des Sciences di Parigi, subito dopo la sua pubblicazione. Questo attento lavoro di astrometria consentì inoltre a Piazzi di effettuare alcuni studi di parallasse stellare, che precedettero i risultati ottenuti da Friedrich Wilhelm Bessel nel 1838. Di lui rimangono anche diversi studi sulle comete, anche di carattere divulgativo, vòlti a contrastare credenze e superstizioni.

INAF Istituto Nazionale di Astrofisica
INAF Istituto Nazionale di Astrofisica

 Certamente Piazzi contribuì anche al definitivo superamento del pregiudizio antigalileiano nel cattolicesimo, attraverso la pubblicazione nel 1792 di opere in cui fa esplicitamente riferimento alla teoria copernicana, non ancora ufficialmente accettata dalla Chiesa cattolica, che solo nel 1820 autorizzerà la stampa di opere che menzionino la teoria eliocentrica.

Infine, Piazzi è ricordato per avere tracciato la splendida meridiana della Cattedrale di Palermo, nell’intento di promuovere una riforma del sistema di misura del tempo, passando dal sistema all’italiana (da tramonto a tramonto del sole, con 24 ore di diversa durata) a quello all’europea (da mezzogiorno a mezzogiorno solare, con 24 ore di uguale durata).